per i pazienti

Prof. MARIO NOSOTTI

Chirurgo Toracico, Milano

IL TUMORE POLMONARE

 

Il tumore del polmone (o cancro polmonare o carcinoma broncogeno) è una seria malattia tumorale molto diffusa nel mondo occidentale. Se è vero che il fumo di sigaretta viene considerato come il princpale fattore causale, un ruolo non del tutto secondario è svolto dall'inquinamento ambientale.

Gli studi statistici ci dicono che un fumatore ha la probabilità di ammalare di tumore polmonare da 10 a 30 volte in più rispetto ad una persona che non ha mai fumato.

Se un fumatore smette di fumare, la sua probabilità di ammalarsi di tumore polmonare si avvicina a quella di un non fumatore dopo 10 anni almeno.

E' importante smettere di fumare il prima possibile, certo non è facile, è necessaria una grande forza di volontà. Se si ha bisogno di un aiuto il Policlinico di Milano offre un servizio dedicato: CENTRO ANTIFUMO, Padiglione Devoto, tel 02 5503.2615; centroantifumo@policlinico.mi.it.

Altri fattori di rischio

 

Radon: Il Radon è un gas radioattivo naturale che si sprigiona dal terreno; sfortunatamente la pianura padana è ricca di Radon. Questo gas, che è incolore ed inodore, si raccoglie nelle nostre case e ambienti lavorativi. Esistono semplici strumenti per la misurazione della concenttrazione di Radon in ambienti chiusi.

Nel 2011 La Regione Lombardia ha emanato un apposito decreto (n. 12678 del 21/12/2011) che suggerisce concreti provvedimenti per la prevenzione dell'accumolo di Radon negli edifici; il decreto (aggiornato nel 2017) è facilmente reperibile sul sito della Regione Lombardia.

Fattori ambientali e occupazionali: L'utilizzo in ambientienti chiusi di legno o carbone nelle stufe è un fattore di rischio noto.

Negli ambienti lavorativi, polveri o fumi di Arbesto, Arsenico, Cromo, Nichel e sostanse radioattivo possono aumentare il rischio di tumore polmonare.

Familiarità: L'avere consanguinei stretti che hanno sviluppato un tumore polmonare aumenta di un poco il rischio.

Età: Prima dei 40 anni il tumore polmonare è assai raro; la probalità di ammalarsi di tumore polmonare cresce con passare degli anni.

Lo screening del tumore polmonare

 

Per screening s'intende la prevenzione secondaria o, per dirlo semplicemente, la diagnosi precoce che viene fatta con TAC del torace ripetute. Per i tumori della mammella e dell'intestino esistono dei programmi di prevenzione secondaria pubblici ma per le caratteristiche proprie del tumore polmonare, in particolare la sua velocità di crescita, programmi pubblici di screening non hanno dimostrato una efficacia sufficiente a gistuficare la spesa.

Alcuni programmi di screening organizzati da grossi ospedali privati convenzionari hanno dato risultati positivi quando indirizzati ad una popolazione particolare come forti fumatori avanti negli anni. Dal punto di vista della persona comune, cioè chi si deve sottoporre allo screeming i problemi sono almeno due: la dose totale di raggi assorbita per un controllo assiduo e il risontro di piccole formazioni polmonari che, dopo la loro asporazione chirurgica, non si rivelano tumorali.

Per concludere: le premesse dello screening sono assi lodevoli ma la prevenzione primaria, cioè non fumare, è la cosa migliore da fare!

Come si fa la diagnosi di tunore polmonare

 

Se il medico pensa che si debba indagare per verificare o ecludere la presenza di un tumore polmonare, le prime indagini richeste sono:

 

Radiografia del torace: si tratta del primo e più semplice esame diagnostico; ovviamente è piuttosto generico e quindi spesso si richiede successivamente la TAC del torace per essere più certi.

 

TAC del torace: molto spesso richiesta "con mezzo di contrasto" è l'indagine principe per confermare o escludere la presenza di un tumore polmonare.

 

Se nella TAC del torace si nota la presenza di una formazione sospetta il passo successivo è di cercarre di avere un campione di tessuto: biopsia.

I sintomi del tumore polmonare

In generale il tumore polmonare non causa sintomi nelle sue fasi iniziali. Segni e sintomi si verificano più frequentemente quando la malattia è avanzata.

Segni e sintomi del tumore del polmone possono includere:

 

  • Una tosse di nuova insorgenza che non si esaurisce
  • Sangue, anche una piccola quantità, nell'espettorato
  • Mancanza di respiro
  • Dolore fisso al torace
  • Carolo della voce
  • Perdeta di peso non ricercata e voluta
  • Dolore osseo
  • Mal di testa

 

Quando andare dal medico

 

Nel caso uno dei sintomi sopra riportati si presenti insistentemete o vi preoccupi è bene consultare il medico di famiglia. Se per qualunque motivo si faccia una latra del torace e questa presenti un'anomalia generalmente definita come addensamento, nodulo od opacità è bene consultare subito il medico di famiglia o direttamente uno speciaslista

Come si ottiene la "biopsia" di una formazione polmonare sospetta

 

Esame dell'espettorato: semplice ed indolore, si tratta di raccogliere l'espettorato (catarro) preferibilmente del mattino e di esaminarlo al microscopio.

 

Broncoscopia: si tratta di una indagione endoscopica solitamente molto veloce e praticabile in regime ambulatoriale. Se la formazione sospetta si trova in regione centrale (vicino al cuore) la broncoscopia ha maggiore probabilità di risultare diagnostica.

 

Agoarpirato TAC guidato: è un esame da eseguirsi con l'aiuto della TAC. In pratica la TAC guida l'introduzione attraverso la pelle del torace di un sottilissimo ago che andrà a raggiungere la formazione sospetta permettendo l'aspirazione di un discreto numero di cellule.

La" stadiazione"

 

Per stadiazione si intende la definizione dello stato di avanzamento della patologia tumorale. La stadiazione è essenziale per decidere quale trattamento sia più indicato in ogni singolo caso. Le indagini che comunemente vengono proposte per definire lo stadio sono le seguenti:

 

PET total Body: si tratta di un esame scintigrafico eseguito con zucchero modestamente radioattivo. Le cellule neoplastiche (ma anche quelle indiammatorie) hanno difficoltà a metabolizzare lo zucchero che assumono e quindi risultano "captanti" alla PET. Attualemtne questo esame è considerato indispensabile per stadiale una sospetta malattia neoplastica polmonare.

 

TAC dell'enfefalo: il cervello "cattura" una gran quantità di zucchero e quindi è necessaria una indagine alternativa alla PET per studiarlo.

 

Agospirato linfonodale con EBUS: in alcuni casi è indicata la biopsia con ago delle ghiandole linfatiche che si trovano nel torace; l'EBUS è uno strumento moderno, in pratica un endoscopio che può essere introodotto nella via aerea (trachea e bronchi) sulla cui punta di trova un piccolo ecografo. Guidato da questo ecografo l'operatore esegue una puntura delle ghiandole linfatiche ed aspira un poco di cellule per un esame istologico.

La terapia chirurgica del tumore polmonare

 

La chirurgia è il trattamento maggiormente indicato per la cura con “intento radicale” del tumore polmonare. L’intervento deve prevedere l’asportazione della parte di polmone contenente il tumore e dei linfonodi (ghiandole linfatiche) contenuti nel torace. Esistono tre tipi diversi di intervento chirurgico i quali prevedono il sacrificio di parti più o meno grandi del polmone. Il tipo d’intervento dipende dalla posizione e dimensione del nodulo polmonare.

 

L’intervento più frequente è la LOBECTOMIA POLMONARE. L’intervento deve rimuovere completamente il lobo polmonare contenente il nodulo tumorale. È un intervento “anatomico”, detto anche “tipico”, ovvero segue precise regole di anatomia. Il sacrificio di tessuto polmonare corrisponde a circa un terzo del polmone di destra o metà del polmone di sinistra.

 

La PNEUMONECTOMIA è l’intervento che prevede l’asportazione di tutto un polmone; ovviamente l’indicazione a questo intervento deve essere attentamente valutata dato il grande sacrificio di tessuto polmonare e solitamente riguarda malattie che interessano “l’ilo” polmonare ovvero dove il polmone si collega al cuore.

 

Gli interventi di SLEEVE LOBECTOMY (difficilmente traducibile) sono particolarmente complessi e necessitano di chirurghi altamente specializzati, esperti non solo nell’asportazione di parti del polmone ma molto pratici anche nel “ricucirne” delle parti. Questi interventi servono essenzialmente ad evitare di asportare l’intero polmone utilizzando appunto dei complessi artifici tecnici limitando quindi il sacrificio as un solo lobo polmonare.

 

L’intervento di SLEEVE PNEUMONECTOMY è forse ancora più complesso e rischioso della sleeve lobectomy. L’intervento è indicato quando il tumore coinvolge il bronco principale di un polmone e sfiora anche il bronco principale dell’altro polmone o la trachea. Si deve asportare il polmone interessato con una parte di trachea e di bronchi dell’altro polmone, poi si deve ricucire l’unico polmone rimasto alla trachea. Si comprende facilmente che le competenze di tutta l’equipe (chirurghi, anestesisti, infermieri) debba essere ai massimi livelli.

 

La RESEZIONE POLMONARE SEGMENTARIA è un intervento che prevede l’asportazione di una parte di un lobo polmonare. Si tratta ancora di una resezione “anatomica” perché ogni lobo polmonare è anatomicamente costituito da un numero determinato di segmenti. Non è ancora ben stabilito se questo intervento abbia lo stesso valore della lobectomia dal punto di vista oncologico. Si tratta di una possibilità che in casi particolari il chirurgo deve essere in grado di offrire al paziente. Tecnicamente la segmentectomia è più complessa della lobectomia ma certamente meno degli interventi di sleeve.

Infine ogni intervento di asportazione di una parte di polmone deve essere completato con l’asportazione di tutti i linfonodi che si trovano nel torace. Questa parte dell’intervento, detta linfoadenectomia, è essenziale per dare una classificazione precisa al tumore tolto; la classificazione prende il nome di “stadiazione patologica” ed è quella definitiva, contrapponendosi alla “stadiazione clinica” che viene fatta sugli esami preoperatori ed è considerata provvisoria.

 

Chirurgia toracica aperta e toracoscopia (VATS)

Gli interventi descritti sopra possono essere effettuati a torace aperto o in toracoscopia. La chirurgia aperte è la più tradizionale, prevede un taglio sul fianco del paziente di almeno 10 centimetri e la divsricazione delle coste con strumenti appositi. È facilmente comprensibile come questa metodica sia molto più invasiva (leggi dolorosa, con ripresa più lenta, con maggiore impegno di tutto l’organismo) della metodica endoscopica.

La metodica endoscopica è detta anche toraocospica o VATS (video assisted thoracic surgery) prevede piccole incisioni sul torace attraverso le quali si introducono degli strumenti appositamente disegnati e una telecamera. Non si usano mai i divaricatori costali. Rispetto alla chirurgia aperta la VATS è sicuramente più “biocompatibile” (meno dolore, ripresa più rapida, ecc); il rovescio della medaglia è la necessità di elevata competenza da parte dei chirurghi e dell’intera equipe. L’intervento di asportazione del tumore deve essere del tutto sovrapponibile a quello fatto a torace aperto anzi, vedendo molto da vicino gli elementi anatomici con la telecamera, direi più preciso e completo dello stesso intervento fatto a torace aperto. Ciò nonostante, a volte, è necessario ricorre ancora alla chirurgia aperta quando aderenze o situazioni anatomiche particolari lo richiedono.

 

Copyright @ All Rights Reserved

Mario Nosotti

 

Chirurgo Toracico, Milano.

 

Telefono Ospedale 02.5503.4056

Prenotazione Ospedale 800.638.638

Prenotazione La Madonnina 02.5839.5555

info@mario-nosotti.it